Elezioni 2018, dalla débacle del Nazareno all’incubo del Carroccio Pentastellato

C’è chi si merita una bandiera stelle e strisce e chi un Carroccio Pentastellato. Questa è l’Italia. Divisa in due sulla politica come su ogni altra cosa. Non c’è ancora nulla di certo e qualcuno grida già al ritorno alle urne. Ma di qualcosa sì, sono convinta: un’ ipotetica maggioranza M5s-Lega sarebbe la più antieuropeista, considerato che nell’Europarlamento M5s sta con Farage e la Lega con Front National e Fpoe.

All’indomani dell’elezioni emblematiche del 4 marzo i bilanci sono evidenti: Movimento 5 Stelle è il primo partito e centrodestra prima coalizione. Non vanno bene nei collegi uninominali i potenziali ministri M5s. Alfonso Bonafede, candidato alla Giustizia, e’ solo terzo nel collegio di Firenze Peretola Camera. Paola Giannetakis, candidata all’Interno, e’ solo terza nel collegio di Perugia Camera. I perdenti nei collegi uninominali potrebbero entrare in Parlamento con il plurinominale. Questo vale, ad esempio, per Minniti, Bonafede, Pinotti e Franceschini. A fare da cornice tutti gli altri rivali compreso il Pd che sceglie la via del silenzio a margine di una sconfitta storica che pesa come un macigno. Ma del resto chi si aspettava un risultato diverso per Matteo Renzi? Il leader del Partito democratico respinge l’ipotesi di andare al governo con il Movimento 5 stelle:

«Abbiamo già pagato con dieci punti di calo la responsabilità di questi mesi. Non pagheremo ancora.>>

Per lui la notte del voto è stata la più dura dopo quella del referendum del 4 dicembre 2016, che fece seguire le sue dimissioni da Premier. Al Nazaremo già si pensa a correre ai ripari, studiare una “exit strategy” (visto che ci piacciono così tanto le parole in inglese).  In molti a questo punto guardano a Paolo Gentiloni come al possibile leader in questa inevitabile fase di transizione del Pd. Altri pensano a Walter Veltroni.

Ma il vero problema di questa “nuova” Italia è il rebus della maggioranza, con tutto il rispetto per la débacle del Pd. Il centrodestra non avrà da solo la maggioranza. Lo stesso vale per M5s e centrosinistra.  I pentastellati sono il primo partito e, inevitabilmente, perno del Parlamento. Otterrebbero la maggioranza se si alleassero con Lega e/o FI oppure con il Pd. Al di là dell’ipotesi M5s-Lega, ci sarebbe quella di un nuovo Governo tecnico sostenuto da centrodestra e centrosinistra. In questo caso il Movimento cinque stelle sarebbe non determinante. Ma ci sono molteplici soluzioni. Tipo? Una eventuale alleanza tra M5s e Leu che, però, non avrebbe la maggioranza in Parlamento. E torna l’incognita.

E Salvini?

Direi che il vero ad uscirne vittorioso è lui. Nessuno prima, con la Lega, aveva osato tanto. Siamo onesti, il mantra: “Gli stranieri ci rubano il lavoro!”, è servito e come a racimolare quei voti che dal Sud altrimenti non sarebbero mai arrivati. Certo ha fatto il suo anche la “furbata” di cambiare il nome da “Lega Nord” a semplicemente “Lega”. Del resto lo sappiamo tutti che l’italiano medio ha la memoria corta. Troppo corta per ricordare che alle spalle di questo Carroccio c’è sempre Bossi, il protagonista dello scandalo del 2012  nella distrazione di fondi del partito a favore della sua famiglia. Non sono io a dirlo, ma lo stesso Matteo, che si dice riconoscente verso il fondatore del suo partito.

Beh, dunque, che si fa? Dopo l’elezione di Trump al potere Usa, credo che questa sia la seconda catastrofe politica dei giorni nostri. Accomodiamoci pure, come abbiamo sempre fatto, sui nostri allori immaginari e godiamoci lo spettacolo. Se questo fosse un film sarebbe “Il disfacimento del futuro”. La colpa? E’ nostra, di elettori e politici. La colpa è dell’Italia.

Auguri italiani e complimenti a tutti noi!

 

 

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